sabato 7 novembre 2009
BLITZ DI AG E CASAGGì PER IL 9 NOVEMBRE!
Casaggì Firenze e Azione Giovani hanno mantenuto le promesse, compiendo un'azione a sorpresa per ricordare degnamente il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino.
I militanti identitari hanno effettuato un blitz sotto a Palazzo Vecchio, sede del governo cittadino, aprendo uno striscione, lanciando slogan, distribuendo volantini e sensibilizzando la cittadinanza. Purtroppo abbiamo dovuto sopperire all'indifferenza delle Istituzioni locali, che hanno omesso questa data dal calendario.
Il nostro ciclo di iniziative di questa settimana sul 9 novembre, fatto di cineforum, campagne informative, dibattiti e affissioni, ha raggiunto con la mobilitazione di oggi il proprio apice, nella speranza che possa essere stato lanciato un sasso nello stagno dell'indifferenza.
Per un'Europa libera, sovrana e indipendente. Per un futuro senza muri.
Ricordiamo le prossime iniziative di Casaggì:
-LUNEDì 9 NOVEMBRE ORE 21,30: CINEFORUM con "GOOD BYE LENIN".
-SABATO 28 NOVEMBRE ORE 21: TRIBUTO A MISHIMA. Spettacolo teatrale e musicale con inperpretazione di Paolo Bussagli e concerto di SKOLL.
-A BREVE APERTURA DEL NUOVO NEGOZIO con esposizione on-line del materiale.
E' ON LINE IL NUOVO SITO WWW.CASAGGI.ORG
giovedì 5 novembre 2009
CONCERTO DI SKOLL A CASAGGì...
Abbiamo scelto di ricordare Yukio Mishima con un momento comunitario e artistico che ne riproducesse la tensione ideale che abbiamo sempre intravisto nella sua immagine. Lo ricordiamo con uno spettacolo musical-teatrale: interpretazione di Paolo Bussagli e concerto musicale di Skoll, uno degli autori più interessanti della “musica non conforme”. Lo ricordiamo per ciò che era: prima di tutto un Uomo, di quelli con la maiuscola.Un Uomo, un letterato stimato e candidato all’Oscar, un poeta dell’azione, della trasgressione e del pensiero che, deluso da un Giappone dimentico delle sue tradizioni e assuefatto alla perdita di ogni valore, è arrivato all’estrema ratio del seppuku, il suicidio rituale dei samurai, eseguito il 25 novembre del 1970 nella caserma di Ichigama dopo aver tentato – assieme ad altri membri del “Tate-no-Kai”, l’Associazione degli scudi da lui creata - di arringare le forze armate alla ribellione contro un governo asservito all’americanizzazione della Patria giapponese.
Un Uomo che amava la sua Terra a tal punto da potersi annientare per essa, come nelle migliori Tradizioni feudali. Un uomo dalla tempra, dalla disciplina e dall’integrità ferrea; equilibrio perfetto tra il sole e l’acciaio, tra la penna e la spada, tra la vita e la morte. Sognatore di un’epoca eroica, imperiale, identitaria e tradizionale costretto a confrontarsi con i peggiori dei mali: l’edonismo della forma, la demonìa del mercato e il feticismo delle merci.
Vogliamo ricordarlo con un’opera teatral-musicale che ne restituisca intatta quella meravigliosa volontà di purezza: il “pazzo morire” oltre le chiacchiere, la bellezza dell’istante, la ricerca della perfezione in ogni gesto, la fulgida accettazione di sé stessi e la volontà di un continuo superamento dei limiti, l’appartenenza disinteressata, il gusto della lotta combattuta senza curarsi del risultato. Prima di squartarsi il ventre ed essere decapitato secondo la norma del rito del seppuku aveva gridato agli ufficiali dell’esercito che avrebbe testimoniato «l’esistenza di un valore più alto del rispetto della vita. Questo valore non è la libertà, non è la democrazia. E’ il Giappone». Parole di fuoco. Ma parole lucide, prive di follia.
In quel gesto c’è tutto. Tutto. In un lampo scompare tutto: il nostro antropocentrismo, il nostro attaccamento alla vita, il nostro manicheismo, la leggerezza del giudicare anteposta allo sforzo della comprensione. Non contano più le parole, e forse non contano più neanche i ricordi, le celebrazioni e le ricorrenze. Ma ad ogni modo sentiamo la necessità di trasmettere alle giovani generazioni quell’istinto, quella freddezza, quella calma tempestosa, quell’etica estetica, quella determinazione, quel rispetto per la parola data, quella tragica coerenza, quell’assolvere senza troppi preamboli al senso di Onore, Appartenenza, Lealtà, Sacrificio, Coraggio e Fedeltà.
«Voglio fare della mia vita una poesia», scrisse. Non c’è poesia più bella dell’azione.
mercoledì 4 novembre 2009
ELEZIONI STUDENTESCHE: LA DESTRA GIOVANILE VINCE A FIRENZE!
Si sono concluse le elezioni per il rinnovo della Consulta Provinciale degli Studenti e per la seconda volta consecutiva Azione Studentesca, la lista degli studenti di Azione Giovani – Giovane Italia, movimento giovanile de Il Popolo della Libertà, è risultata la più votata in assoluto.Con oltre il 15% dei consensi i giovani provenienti da Alleanza Nazionale che oggi si riconoscono nel centro sociale di destra “Casaggì Firenze” hanno confermato l’exploit del 2007, nonostante il clima anti-Gelmini montato ad hoc dalla sinistra.
“La giovane destra, dati alla mano, è una forza sempre più radicata sul territorio che riesce ad attrarre consensi non solo in virtù della contestazione del Ministro di turno, ma soprattutto attraverso la proposta di battaglie identitarie e autenticamente vicine alle esigenze degli studenti”. Così Marco Scatarzi, dirigente Azione Giovani (PdL) e Responsabile di “Casaggì Firenze”.
“In questi due anni il nostro movimento ha elaborato e proposto la quasi totalità dei progetti approvati dalla Consulta Provinciale degli Studenti. Continueremo su questa strada, sottoponendo al presidente della provincia Barducci il problema delle strutture scolastiche, proponendo giornate dell’arte e dello sport aperte a tutti, battendoci contro il caro libri e la faziosità di certi docenti figli dell’ideologia sessantottina, promuovendo campagne di sensibilizzazione sui temi della pacificazione nazionale, della lotta alla droga, della sacralità della vita e dell’autodeterminazione dei popoli”. Fanno sapere Stefano De Marco e Matteo Conti, responsabili di Azione Studentesca.
“Se due anni fa parlarono tutti di sorpresa – conclude il consigliere comunale del Popolo della Libertà Francesco Torselli, presidente provinciale di Azione Giovani – Giovane Italia, e di vittoria della destra nelle scuole sull’onda della protesta anti-Fioroni, oggi non si può fare a meno di notare come i giovani fiorentini stiano cambiando radicalmente l’orientamento politico rispetto ai loro genitori ed i loro nonni. Nonostante le proteste anti-Gelmini e le occupazioni strumentali per tentare di riconquistare il consenso perduto, la destra giovanile ha ormai relegato ai margini la sinistra nelle scuole. Sono certo che questo rappresenterà il preludio ad una futura inversione di tendenza anche nella politica cittadina dove non sarà certo il sindaco Renzi a conquistarsi il consenso dei giovani”.
lunedì 2 novembre 2009
OLTRE OGNI MURO: LE INIZIATIVE FIORENTINE...
Come ogni città d’Italia e d’Europa anche Firenze si prepara al ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino.
Nel capoluogo toscano Casaggì, in collaborazione con Azione Giovani – Giovane Italia, Azione Universitaria e Azione Studentesca, ha preparato una serie di iniziative di stampo culturale, artistico e militante per ricordare degnamente il 9 novembre.
Il 9 novembre 1989 cadeva il muro di Berlino. Finiva un’epoca di tensioni, di blocchi e di contrapposizioni. Finiva l’epoca del comunismo, inferno politico di un’utopia che ha umiliato ed ucciso milioni di innocenti. A vent’anni di distanza sentiamo la necessità di ricordare uno dei momenti più belli della nostra storia.
Ma non è lecito cantar vittoria, perchè i muri da abbattere sono ancora moltissimi. Sono i muri dell’odio, della faziosità, dei baronati, delle ingiustizie, della corruzione, dell’apatia, dell’antifascismo, dello sfruttamento e dell’omologazione.
La nostra gioventù deve andare oltre ogni muro, forte di nuovi sogni da inseguire e per i quali battersi. Sono i sogni di un’Europa realmente libera e sovrana, unita nelle tradizioni dei suoi Popoli e forte di un’identità millenaria che affonda le radici nella cultura cristiana, ellenistica e romana. L’Europa che diventa centro del mondo, lontana anni luce da quella dei trattati, dei banchieri, degli affaristi e dei mercanti.
Sono i sogni di un futuro fatto di identità, di valori e di radici, di miti in cui credere e di esempi da seguire. Sono i sogni di un domani che ci appartiene e che non vogliamo delegare a nessuna utopia.
LE INIZIATIVE DELLA DESTRA GIOVANILE E IDENTITARIA:
LUNEDì 2 NOVEMBRE ORE 21,30 CINEFORUM: “LE VITE DEGLI ALTRI” – CASAGGì FIRENZE
DA MARTEDì
SABATO 7 E DOMENICA 8 NOVEMBRE: AZIONI DIMOSTRATIVE E MILITANTI A SORPRESA!
LUNEDì 9 NOVEMBRE ORE 21,30 CINEFORUM: “GOOD BY LENIN” –
CASAGGì FIRENZE
martedì 27 ottobre 2009
L'ESTREMA SINISTRA INTERVISTA CASAGGì FIRENZE...
- Navigando sul web e raccogliendo le testimonianza di alcune persone la nostra redazione si è imbattuta nella realtà politica di Casaggì Firenze. Che cos’è Casaggì?
Casaggì è una realtà militante che nasce nel 2005 dall’esperienza di Azione Giovani Firenze. Nasce con l’intenzione di trasformare la grigia sezione di un partito in un luogo di aggregazione, metapolitica, cultura e comunitarismo. Da allora, grazie agli sforzi titanici di sempre più persone, abbiamo costruito una realtà che cerca di produrre politica a 360 gradi, dalla formazione del militante al consiglio comunale, dalla scuola del quartiere alla politica sul territorio, dal consiglio di facoltà alle circoscrizioni. L’obiettivo non era soltanto quello di trasformare un luogo fisico, ma di concepire un nuovo modo di agire che partisse dalla volontà di aprirsi e farsi conoscere attraverso quegli strumenti giovanili che fino ad allora avevamo ignorato o sottovalutato.
- Voi appartenete alla destra estrema?
Che cos’è la destra estrema? E’ estrema per quali parametri? E rispetto a che cosa? Non ragioniamo per stereotipi, ma attiviamo i neuroni. Eventualmente si può parlare di una “destra radicale”, della quale – peraltro – non abbiamo mai fatto parte. Casaggì si riconosce in una destra sociale, identitaria e comunitaria. Se credere nel concetto di Comunità, riconoscersi ed aspirare alla creazione di una Patria che possa soddisfare le esigenze sociali di un Popolo aldilà dei classismi e dei settarismi significa essere “estremisti”, allora lo siamo. Siamo “estremisti” nell’amore che mettiamo ogni giorno nell’edificare, senza personalismi.
- Qual è il peggior difetto, secondo te, dell'estremismo?
Auto-ghettizzazione, auto-celebrazione, auto-referenzialità. Chi ha una progettualità non fa per sé, ma per gli altri.
- Eppure, rileggendo il programma che avete presentato alle ultime elezioni comunali, che vi hanno permesso di eleggere il Presidente di Azione Giovani al consiglio comunale di Firenze, c’erano dei punti che lasciano intravedere un’inclinazione xenofoba, quindi estremista…
Se chiedere che una casa popolare sia assegnata prima ad un cittadino italiano che ad un rom senza permesso di soggiorno significa essere xenofobi, io lo sono. Se chiedere che le forze di Polizia siano destinate alle periferie dimenticate dove lo stupro e lo spaccio sono all’ordine del giorno anziché stare nascoste dietro ai cespugli per fermare i quattordicenni che girano col motorino truccato significa essere xenofobi, io lo sono. Noi crediamo nelle differenze, nella tensione dei contrasti, nella bellezza delle culture e delle tradizioni. Allo stesso tempo, proprio perché siamo identitari, vorremmo che il nostro bagaglio culturale non andasse perso. Ma non abbiamo l’ingenuità di credere che il male di questo mondo siano i barconi carichi di clandestini: quelli ne sono un prodotto, una conseguenza. La giusta misura è sempre nelle sintesi: è sbagliato accogliere tutti e farsi promotori di un meltin pot che uccide la nostra identità, ma è altrettanto sbagliato tifare per il siluramento dei barconi dal divano del proprio salotto, senza neanche chiedersi che cosa ci sia dietro al fenomeno migratorio e quanti insospettabili ci mangino.
- Ma tutto questo bisogno di sicurezza non è costruito ad arte?
Noi non abbiamo nessun progetto di militarizzazione e non vogliamo nessuno Stato di polizia. Non siamo quel tipo di “destra”. Certo, laddove ci sono dei problemi reali sul territorio è giusto intervenire, ma non vogliamo che il controllo e la repressione siano gli ingredienti di una quotidianità che gioverebbe solo a pochi.
- Quali sono, per uno come te, i mali del mondo?
I mali di questo sono sottili, non li vedono tutti. La stragrande maggioranza delle persone è ottusa, vive di stereotipi indotti, di capri espiatori creati ad arte, di sfogatoi collettivi e di canalizzatori di odio sociale prodotti in serie. Non esiste il bene e non esiste il male o, se esistono, sono necessari entrambi. Posso dirti, al limite, quello che mi fa incazzare… Mi fa incazzare ciò che mi rende troppo umano, come direbbe Nietzsche. Prima di tutto quello, perché non si agisce fuori se prima non si è agito dentro. Poi il resto… E quindi la demonìa del mercato, il signoraggio della moneta, l’usura eretta a sistema, l’Europa che abdica alla propria sovranità, Bildeberg e le lobbies dei farmaci, le banche armate, le decisioni di pochi pagate dai popoli, Echelon, i paesi che hanno venti milioni di senza tetto e spendono montagne di soldi per gli scudi missilistici, la democrazia esportata, i carri armati contro le fionde, il muro in Palestina, le civiltà ridotte a masse di consumatori e di automi, le file oceaniche per accaparrarsi il televisore al plasma, i telefonini che fanno il caffè, le stragi che hanno colpevoli di comodo, la gente che studia l’inglese senza sapere l’italiano, il progresso tecnico-scientifico come unico parametro di valutazione di una civiltà, il PIL in crescita come unico indicatore di salute di un paese, il terzo di mondo con il più alto tasso di psicolabili che pretende di rendere psicolabili anche gli altri due, il telegiornale che parla in tutta serietà di Lele Mora, la totale assenza di legami solidaristici e comunitari, l’indifferenza di fronte al disagio altrui, la giovinezza vissuta senza inseguire un sogno, l’appiattimento, il cibo identico da New York a Singapore, i giapponesi che dimenticano il Bushido per produrre wc che si illuminano e vibratori che parlano, i miei coetanei che conoscono l’ultima formazione dell’Albinoleffe e non sanno chi era Giulio Cesare. Devo continuare?
- Se ti dicessi che il Fascismo è il male assoluto?
Il male assoluto è credere che ci sia un male assoluto senza prima essersi guardati allo specchio.
- Il vostro rappresentante in consiglio comunale, Francesco Torselli, ha recentemente dichiarato che esprime solidarietà e vicinanza ai cittadini italiani senza tetto che occupano una casa. Si è addirittura offerto di fare da garante per trovare loro un alloggio. Sei d’accordo?
Certo. Uno Stato che sia degno di questo nome dovrebbe garantire una casa di proprietà a tutti i suoi cittadini. Se questo non accade il Popolo si auto-organizza e reagisce. Se io non pago le tasse e truffo lo Stato vengo arrestato, se lo Stato non mantiene le promesse il cittadino pone rimedio autonomamente ai propri diritti vitali. La casa non è un bene sul quale si può speculare, fare usura o giocare.
- Ma non è illegale?
Occupare una casa è illegale, lasciare la gente sotto un ponte è criminale. Scegli tu.
- Quali sono le vostre battaglie per Firenze?
Il diritto alla proprietà della casa, la lotta alla droga, lo sgombero dei campi rom e la cessazione dei finanziamenti, la costruzione del CIE per l’identificazione dei clandestini, la costruzione di comunità giovanili, l’incentivo ad andare verso il popolo con la partecipazione al bilancio, lo smantellamento di quel sistema di potere e di clientelismo che la sinistra ha abilmente costruito nel dopoguerra, la sensibilizzazione ai temi della pacificazione nazionale e del superamento dell’odio sociale e politico, la lotta contro la privatizzazione dell’acqua e delle risorse primarie, la difesa dei cittadini colpiti dall’usura, il ripristino della legalità nei quartieri off-limits, la contrarietà alla creazione di ghetti razziali ed etnici che diventano zone franche, il privilegio per gli italiani nelle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari e dei posti negli asili, l’utilizzo mirato e intelligente delle forze di polizia, la lotta alle multe selvagge e all’idea che si possano stilare bilanci nei quali le cifre ricavate dalle sanzioni amministrative siano calcolate preventivamente e a priori, la ztl notturna e lo sbarramento del centro storico, la salvaguardia delle piccole botteghe storiche dell’artigianato locale minacciate dalle grandi multinazionali, la lotta alla tramvia nel centro storico, la contrarietà alla cantierizzazione della città, l’apertura di colonie estive per anziani e l’adozione di tutti i provvedimenti necessari alla loro tutela, l’incentivo locale contro il precariato, l’apertura pomeridiana delle scuole e il loro utilizzo come strutture sportive, artistiche, teatrali e comunitarie; la valorizzazione dei rioni del centro, la difesa di tradizioni cittadine come il calcio storico fiorentino, una più attenta opera di manutenzione del patrimonio artistico e monumentale, l’incentivo al turismo fondato su progetti culturali seri e non sul marketing di facciata, la modernizzazione delle infrastrutture stradali. Ce ne sarebbero molte altre, ma non voglio dilungarmi oltre.
- Ma perché un “centro sociale di destra”? Non sono parole lontane da voi?
Ma perché no? Le parole “centro” e “sociale” hanno forse il copyright? Il nostro è uno spazio identitario e comunitario nel quale si organizzano eventi culturali, conferenze, feste, concerti, cineforum, laboratori artistici e multimediali, ripetizioni gratuite per studenti, biblioteca e aule studio, libreria e negozio, pub e bar, volontariato, corsi di autodifesa e sportello “sos” per il cittadino con consulenze legali e ausilio di commercialisti e avvocati. Ci sono decine e decine di “centri sociali” di sinistra che non producono un terzo delle nostre attività, che sono tutte gratuite, fruibili e libere! La gente del quartiere lascia i figli a Casaggì mentre va a fare la spesa e li riprende due ore dopo con i compiti di scuola fatti e controllati: non so se altrove accade…
- Eppure sul web si trovano alcuni articoli che parlano di aggressioni, pestaggi e ronde nel quartiere…
Nel tuo elenco hai omesso la parte migliore: sacrifichiamo vergini ad Odino e ululiamo nelle notti di luna piena sotto l’ombra di svastiche infuocate. Ma per cortesia. Non sono mancate le tensioni e non sono mancati gli scontri, perché Firenze impone anche questo, purtroppo, a chi sceglie di fare politica dalla nostra parte. Ci sono stati dei momenti in cui, quando subivamo assalti e affronti quotidiani, siamo stati costretti a “controllare fisicamente il territorio” per evitare che i militanti più giovani fossero vittime di aggressioni, come purtroppo è accaduto. Se qualcuno vuole toglierci il diritto di agire cerchiamo di riprendercelo, come farebbero tutti. Ma la violenza non rientra nei nostri metodi, assolutamente. Chi ci conosce sa che agiamo alla luce del sole e ci mettiamo la faccia e il nome, come sto facendo adesso con te.
- Quindi non avete pregiudizi nei confronti di nessuno?
L’unica pregiudiziale che riscontro nella mia città è quella antifascista. Quella è una pregiudiziale davvero brutta.
- Eppure è sancita dalla Costituzione…
Davvero? La Costituzione sanciva anche le chiavi inglesi sul cranio di Sergio Ramelli, i proiettili di Acca Larenzia e la benzina di Primavalle? Oppure sanciva le esecuzioni sommarie compiute a guerra finita?
- Ma quelli erano altri tempi…
Appunto. Non credo ci sia la necessità di farli tornare. Ma purtroppo non la pensano tutti come me, specialmente tra gli antifascisti. Io ti sto parlando di superamento dei muri e degli steccati, di comunità nazionale e di pacificazione, di dialogo e di confronto. Io non impedisco a nessuno di manifestare o di esprimersi, mi limito a proporre e mi confronto con tutti. Dall’altra parte, per essenza di argomenti, noia o rancore, si fa tutt’altro.
- Casaggì ha appoggiato il Pdl alle ultime elezioni comunali. Perché?
Perché i partiti sono strumenti da utilizzare per accedere a quegli organi di sottogoverno che possano permettere alla Comunità di avere voce, progetti e peso politico. Tutto questo era possibile col Pdl e ci siamo spesi in tal senso. Semplicissimo.
- Cosa ti piace del governo?
Il fatto che rappresenta l’unica alternativa reale e concreta ad un’Italia asservita ai banchieri, ai magistrati rossi e all’intellighenzia di sinistra. Quando leggo le proposte di Tremonti, Meloni, Sacconi, Brunetta e molti altri mi accorgo che c’è molto di quello in cui credo. C’è la volontà di dare un riscontro sociale alla politica, di dare un ruolo di primo piano all’Italia e all’Europa, di guardare ad una nuova geopolitica europea e mediterranea che guarda ad Est, di modernizzare il paese e dagli una dignità. E poi, se non bastasse, devo constatare che non c’è neanche l’ombra di un’alternative credibile.
- Pensi che in Italia ci siano rischi per la democrazia e per la libertà di espressione?
Il fatto che tu me lo stia chiedendo è già una risposta. In Cina, con una domanda del genere, vincevi un soggiorno gratuito in un laogai.
- Nelle scuole fiorentine avete conquistato la Consulta studentesca. Cosa proponete principalmente?
L’alternativa ad un modello basso, omologante, piatto e monotono. Una scuola nuova, aperta, vivace, ribelle; una palestra di vita che educhi e formi, ma che sia anche spazio di confronto e di festa, di arte e di sport, di cultura e di azione. Un luogo nel quale si entra bambini e si esce uomini; un luogo che ti dia una coscienza e non solo delle nozioni. Oggi la scuola, aldilà delle riforme più o meno giuste, è spesso un luogo grigio, fazioso, decadente, diseducativo. Per riformarla dovremmo abbatterla dalle fondamenta e ritirarla su seguendo principi chiari: identità, merito, socialità, comunità, qualità. In parte lo stanno facendo, ma c’è ancora molto lavoro.
- Cosa auguri ai militanti di Casaggì?
Che il destino li trovi sempre forti e degni.
domenica 18 ottobre 2009
GRAZIE A TUTTI!
Una serata, come tante ne abbiamo fatte e tante ne faremo, che ci ha riportati nuovamente a quella dimensione comunitaria e gioiosa che vogliamo anteporre a tutto il resto: gli scontri di qualsiasi genere, i malumori politici, i giochetti di potere, le tessere e i congressi, i tanti rospi da ingoiare per mandare avanti la baracca e darle un futuro. Il sorriso sulle labbra e la voglia di aggregazione sono la certezza che i ghetti sono scomparsi e che i fili spinati sono il retaggio di un'epoca che non tornerà mai più.
Una serata che ha ricordato a tutti, semmai ce ne fosse bisogno, che la nostra politica è fatta di decine di migliaia di volantini distribuiti in ogni scuola, in ogni facoltà e in ogni quartiere; di secchi di colla e manifesti; di giornate passate a montare, smontare, pulire, controllare, provare, riprovare e donarsi. La nostra è POLITICA, fatta da un sacco di gente e per un sacco di gente, di ogni tipo e di ogni età. Se lo ricordino le brutte copie, gli invidiosi e i rosiconi.
Una serata dedicata all'Irlanda, quella terra magica della quale tutti si innamorano. Una barricata nel cuore dell'Europa che ancora oggi vogliamo ricordare con l'augurio della libertà, della sovranità e dell'indipendenza.
UP THE PINTS, BRITS OUT!
AVANTI CASAGGì!
domenica 4 ottobre 2009
FESTA DELLA BIRRA @ CASAGGì FIRENZE

Nella mitologia irlandese i Fomoriani erano un popolo di semidei che abitavano l’isola in tempi remoti. Uno dei segreti della loro immortalità? La fabbricazione della birra! La birra e l’Irlanda fanno un binomio indissolubile. Cultura, tradizione, costume e identità: gente che beve e che non si fa bere! Questo spirito e questa identità abbiamo deciso di farle rivivere anche in casa nostra. Mille volte abbiamo immaginato il giovane repubblicano che, finita la birra e indossata la sahariana verde d’ordinanza, andava a lanciare i sassi contro i blindati dell’esercito inglese; romantico soldato di una lotta che ha trovato nel miglio e nell’orzo un ingrediente essenziale e un degno riposo del guerrigliero. Per una sera ci riposiamo pure noi: apriamo Casaggì a tutti, balliamo della buona musica irlandese, ci fumiamo qualche sigaro e ci scoliamo un paio di pinte. Birra a prezzo di costo, nessun biglietto, nessuna tessera, nessuna formalità. E vaffanculo ai club privè!
Up the pints! Lunga vita ai Fomoriani!
FESTA DELLA BIRRA + IRISH FOLK
INGRESSO LIBERO / DRIKS E BIRRA 2 EURO
CASAGGì FIRENZE – VIA MARUFFI 3 - FIRENZE
* DALLE 18 DIRETTA TV DI JUVENTUS-FIORENTINA